La tradizione dei ricci di mare a Gallipoli

Tutti si sono trovati almeno una volta a guardare, tra le acque trasparenti del mare seminascosti tra alghe e scogli quelle strane creature che sono i ricci di mare, anche solo per evitare di posarci sopra il piede o la mano che rimarrebbero inesorabilmente punte dalle miriadi di aguzze spine di cui sono ricoperti. Spine nere o violacee, che si infilano nella pelle provocando bruciore e che solo con sapienti antichi rimedi, l’olio di oliva tra questi, si riesce ad estrarre.

La costa a Gallipoli
La costa a Gallipoli

A Gallipoli la passione per i frutti di mare e in particolare per i ricci è una delle caratteristiche più conosciute della città. I ricci vengono venduti dappertutto, lungo le strade principali della città in banchetti ambulanti e soprattutto nel vasto mercato del pesce che si sviluppa a Gallipoli in Piazzale della Dogana a pochi passi dal Castello Angioino. E’ un arte antica quella dei pescatori che vi porgono i frutti dopo aver praticato sulla calotta superiore un bel taglio netto con il coltello.

Del riccio di mare si mangiano le sottili fila di uova della femmina, che una volta aperta la calotta superiore si presentano disposte a forma di stella lungo le pareti interne. Di un colore giallo acceso, assomigliano a raggi di sole. Il gusto è magnifico, saporito aroma del mare che vi si scioglie in bocca con tenerezza. C’è chi li preferisce così al naturale e chi invece li ama spruzzati di qualche goccia di limone.

Con i ricci si può anche realizzare un piatto molto saporito, gli spaghetti ai ricci di mare: si fanno saltare gli spaghetti in olio e aglio precedentemente soffritto e giusto prima di servire si aggiungono le uova dei ricci. Una vera prelibatezza!

A Gallipoli la passione per i ricci di mare è così accesa che al riccio è stato addirittura dedicato un monumento, il Monumento al Riccio, una scultura realizzata dallo scultore Enrico Muscetra. Tale opera un tempo era posizionata nel centro cittadino, ma dopo una serie di critiche e di polemiche l’opera è stata in seguito spostata ed ora è posta su un gruppo di scogli che affiorano sul mare accanto ai bastioni del Castello Angioino.

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