La storia di Gallipoli

La storia di Gallipoli si intreccia strettamente con le vicissitudini della regione salentina. Il territorio è stato abitato sin dalla più remota antichità, come testimoniano i numerosi reperti storici rinvenuti soprattutto nell’entroterra, nelle antiche cittadine messapiche, sua lungo le coste nelle grotte e caverne, numerosi ritrovamenti di ossa, frammenti di pietra ed armi lavorate dalla mano dell’uomo, pitture rupestri e frammenti di un’antica arte vasaria rendono evidente come in questa regione vivesse l’uomo fin dalll’Età del Bronzo e probabilmente anche prima.

Il castello, un pezzo di soria di Gallipoli
Il castello, un pezzo di soria di Gallipoli

Tutta l’area del Salento sarà dominio di una popolazione italica, i Messapi, provenienti si pensa dalla penisola balcanica, dall’Illiria per essere precisi, l’antica regione corrispondente alle repubbliche jugoslave. E sulle coste piano piano si svilupperanno diverse colonie greche, fondate da popolazioni provenienti dalla Grecia per ampliare l’arco dei traffici e dei commerci e talvolta in fuga dalle scorrerie dei barbari.

Gallipoli si schiera con Taranto durante il conflitto con Roma, e alla caduta di questa subirà la stessa sorte diventando parte delle province romane della Puglia.

La sua posizione favorevole sul mare ne farà uno degli approdi più importanti della costa salentina, ed il porto di Gallipoli sarà al centro di un grande commercio ed esportazione soprarttutto dei preziosi prodotti dell’entroterra, il vino e l’olio.

Distrutta dalle scorrerie di vandali e Goti alla caduta dell’impero romano sarà conquistata dai bizantini che ridaranno respiro alla città, rinforzandone la vocazione commerciale. Saranno gli stessi bizantini a cominciare le opere di fortificazione che in seguito saranno ampliate dai successivi dominatori, fino, nel 1500 alla costruzione dell’imponente Castello Angioino, che svetta sulla cittadina.

Il centro storico di Gallipoli sorge su un isola che comunica con la terraferma grazie ad un ponte in muratura che anticamente era levatoio, e serviva per proteggere la città dagli attacchi via mare e via terra ed è circondato da alte e possenti mura che ancora oggi troneggiano sul lungomare della cittadina, ma abbassate rispetto alle antiche dimensioni sul finire del 1800.

Una via attraversa longitudinalmente tutto l’antico abitato, via De Pace, separandolo in due aree, una caratteristica questa tipica degli impianti urbanistici delle città greche.

La Basilica Cattedrale di Sant’Agata

Aggirandosi nel centro storico di Gallipoli non si può fare a meno di rimanere colpiti dalla splendida facciata della Basilica Cattedrale di Sant’Agata.

Questa bellissima chiesa, uno degli esempi più tipici ed anche più alti dell’eleganza e della preziosità delle forme raggiunte in Puglia dalla scuola barocca si presenta al visitatore tra l’intrico dei vicoli e delle mura, in tutta la sua magnificenza grazie alla sontuosa facciata, su cui domina un magnifico frontone fiorito ed una serie di statue di santi, Sant’ Agata, San Fausto e San Sebastiano, Santa Marina e Santa Teresa d’ Avila, realizzate in pietra leccese, la morbida e rosata pietra che ha tanto contribuito con le sue caratteristiche di lavorabilità allo sviluppo dell’architettura e dell’arte statuaria barocca.

Tramonto a Gallipoli
Tramonto a Gallipoli

La chiesa sorge nello stesso luogo in cui sorgeva una precedente chiesa dedicata intorno al 1100 a Sant’Agata ed andata poi distrutta.

Iniziata nel 1629 la chiesa verrà terminata nel 1696 come testimonia una iscrizione presente sulla facciata. L’interno della basilica è a croce latina, ed è costituito da tre navate di cui la centrale più larga, divise da una serie di colonne.

La bellezza dell’interno è notevole, una festa per gli amanti della pittura barocca, perchè vi sono conservati pregiatissimi dipinti di scuola napoletana e del manierismo fiorentino, che vanno dal tardo cinquecento al settecento. Alle pareti si possono ammirare diverse tele di un pittore locale, il gallipollino Giovan Andrea Coppola, formatosi alla scuola del manierismo fiorentino ed a Napoli. Di Giovanni Malinconico, un pittore napoletano di formazione barocca sono le grandi tele che raffigurano il martirio di Sant’Agata e le tre tele sulla volta della navata centrale, anch’esse raffiguranti la vita di Sant’Agata. Altre tele del Malinconico sono disposte nelle cappelle laterali, di particolare bellezza, rivestite di marmi policromi. In quella di destra è presente una tela del pittore napoletano Luca Giordano, già autore di un bellissimo dipinto conservato nella Chiesa di Santa Maria della Purità sempre a Gallipoli.

Completano la sontuosità e la bellezza della cattedrale l’altare ed un coro ligneo di autore tedesco.

Nella cattedrale sono conservate diverse reliquie di santi, ed un tempo era conservata qui anche la reliquia della mammella di Sant’Agata, patrona della città oggi conservata e venerata nella Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto a Galatina.

Il Rivellino ed il Ponte di Gallipoli

In tutta l’epoca antica la più efficace difesa degli agglomerati urbani contro gli attacchi dei nemici consisteva nell’erigere una possente cinta muraria di elevata altezza, tale da impedire che le armate avversarie potessero penetrare nella città. Di tali esempi di difesa nel territorio pugliese restano testimonianze molto remote, come i ritrovamenti di tratti di mura difensive risalenti all’Età del Bronzo.

Anche la posizione all’interno del territorio è particolarmente importante per ragioni difensive, ed è per questo motivo che le città si ergono in cima a rupi e sui fianchi scoscesi delle colline, proprio per rendere difficile la vita agli eventuali assalitori.

La fontana greco romana, a pochi passi dal ponte

Sulla costa le modalità difensive si esplicano nello stesso modo, e le antiche città presentavano sul fronte del mare possenti cinte murarie che permettevano a chi fosse all’interno di coplire i nemici ed impedir loro l’approdo.

Il centro storico di Gallipoli è un esempio evidente di città costiera fortificata. Innanzitutto perchè è costruito su un isola separata dalla terraferma, a cui è collegata attraverso il ponte di Gallipoli. Anticamente era presente una striscia di terra che collegava la città alla terraferma, ma a causa dei ripetuti attacchi il lembo di terra verrà distrutto, ed al suo posto verrà eretto un ponte in muratura il cui ultimo tratto era costituito da un ponte levatoio in legno, che una volta chiuso rendeva la città inespugnabile.

Nel corso del tempo, cambiate le tecniche belliche il ponte levatoio in legno verrà sostituito da un tratto in muratura, a cui si affiancheranno la linea ferroviaria ed un altro tratto stradale parallelo per collegare l’area portuale alla terraferma in maniera più rapida ed efficace.

Sempre per ragioni difensive nel corso dei cinquecento all’antica struttura del castello di Gallipoli edificato a ridosso dell’ingresso in città per controllarne l’accesso, verrà affiancato un bastione a se stante, di pianta circolare atto a proteggere in maniera più efficace la città dagli attacchi provenienti dal mare.

Tale bastione oggi denominato Rivellino era leggermente più basso delle torri del Castello Angioino, e dotato in cima di diversi strumenti di difesa, catapulte e cannoni. L’edificio era accessibile attraverso un ponte levatoio che è presente ancora oggi. Attualmente il Rivellino viene utilizzato come area culturale per gli eventi estivi.

La fontana greco romana

Sono proprio tante le attrattive di Gallipoli, come le splendide chiese barocche che si ergono nel centro storico, tra le quali spiccano per bellezza la Cattedrale dedicata a Sant’Agata e le belle chiese come la Chiesa della Madonna della Purità e la Chiesa degli Angeli, testimonianze dell’eleganza e dell’armonia del cosiddetto barocco pugliese.

Oppure il maestoso Castello Angioino che sorge di fronte all’unico accesso al borgo vecchio, il ponte di Gallipoli che collega il borgo alla terraferma.

Fontana greco romana

Appena al di là del ponte che una volta era di eccezionale importanza per la difesa della cittadina dagli attacchi e dalle scorrerie di saraceni e pirati si trova un altro monumento di particolare bellezza e che è visitato da tutti quelli che si recano ad ammirare Gallipoli, la Fontana Greco Romana.

In origine si pensava che tale monumento fosse di origine antichissima, che fosse addirittura opera di misteriosi artisti ed addirittura le più antica d’Italia, risalente al III secolo Avanti Cristo.

In seguito, grazie ad una serie di studi approfonditi si è riusciti ad identificare nel rinascimento l’epoca in cui la fontana fu realizzata.

Anticamente la fontana era edificata in un altro luogo di Gallipoli, e sarà solo nel 1560 che sarà posta dove è oggi.

La parete che volge verso sud è quella di particolare interesse, alta 5 metri presenta una serie di quattro cariatidi che dividono la facciata in tre settori e sostengono un architrave su cui si innalza un frontone decorativo. All’interno dei tre settori sono scolpite in bassorilievo tre scene raffiguranti episodi tratti dalla mitologia greca. Si narrano le storie di tre ninfe, Dirce, Salmace e Biblide, le quali in qualche modo sono coinvolte e travolte dalle passioni, Dirce dalla gelosia, Biblide dall’amore per il fratello e Salmace che invece ama talmente Ermafrodito che i due saranno trasformati in un unica persona.

E’ evidente l’impianto rinascimentale della raffigurazione anche nelle citazioni erudite che sono sottolineate dai tre bassorilievi.

La facciata posteriore della fontana è stata realizzata solo in epoca successiva, intorno alla metà del 1700, e porta incisi lo stemma della città di Gallipoli e le insegne di Carlo III di Borbone. In basso un abbeveratoio dove anticamente venivano portati a bere gli animali.

Dopo aver visitato il centro storico di Gallipoli con la sua storia non dimenticate di fare una capatina in una delle più belle spiagge della puglia Baia Verde a Gallipoli. Buone Vacanze!