Seno della Purità

Tra le tante attrattive che Gallipoli offre ai suoi visitatori sicuramente il litorale costiero è tra le più apprezzate per via delle bellissime spiagge che sia estendono a sud e a nord della cittadina.

Lido Conchiglie e Rivabella, conosciuta per i suoi locali dove si prolunga la giornata in spiaggia fino a tarda sera e nella notte, Lido San Giovanni che nel corso dell’ultimo decennio ha conosciuto un notevole inurbamento, soprattutto di strutture di accoglienza turistiche e la Baia Verde, dalle caratteristiche e fantastiche acque color dello smeraldo e la meravigliosa Punta Suina con il suo incantevole aspetto tropicale.

Spiagge a Gallipoli
Spiagge a Gallipoli

Ma i gallipolini ed i turisti amano anche la piccola e suggestiva Spiaggia della Purità che si trova proprio all’interno della città di Gallipoli ed è la spiaggia storica dell’abitato. Questa piccola spiaggia molto suggestiva è lunga non più di 300 metri e si apre al di sotto delle mura di cinta della città, che rendevano il borgo inespugnabile dagli attacchi dei temibili pirati e dei saraceni provenienti dal mare e prende anche il nome di Seno della Purità. Deve il suo nome all’omonima chiesa che la sovrasta poco distante, la Chiesa della Madonna della Purità, uno dei più interessanti esempi di barocco pugliese, la cui facciata è abbellita da maioliche dipinte, e maioliche decorano anche il pavimento interno con raffigurazioni di fiori e frutta.

Sin dall’ottocento il Seno della Purità è stata la spiaggia per eccellenza degli abitanti di Gallipoli, ed uno dei tratti della città che i gallipolini ricordano con maggior affetto e commozione.

Alla spiaggia si accede da una discesa raggiungibile percorrendo la Riviera Nazario Sauro.

Il panorama è particolarmente suggestivo in questo tratto di spiaggia libera, a ridosso delle antiche mura cittadine dove la sabbia, fine e dorata, si immerge dolcemente nel mare che si stenda davanti fino all’orizzonte.

Il Seno della Purità è un po’ il cuore pulsante anche delle attività velistiche della città ed è proprio qui che il primo nucleo di velisti si ritrovava nel corso degli anni sessanta a costituire quello che poi diventerà il Circolo della Vela di Gallipoli che oggi vanta un numeroso seguito di appassionati associati.

La storia di Gallipoli

La storia di Gallipoli si intreccia strettamente con le vicissitudini della regione salentina. Il territorio è stato abitato sin dalla più remota antichità, come testimoniano i numerosi reperti storici rinvenuti soprattutto nell’entroterra, nelle antiche cittadine messapiche, sua lungo le coste nelle grotte e caverne, numerosi ritrovamenti di ossa, frammenti di pietra ed armi lavorate dalla mano dell’uomo, pitture rupestri e frammenti di un’antica arte vasaria rendono evidente come in questa regione vivesse l’uomo fin dalll’Età del Bronzo e probabilmente anche prima.

Il castello, un pezzo di soria di Gallipoli
Il castello, un pezzo di soria di Gallipoli

Tutta l’area del Salento sarà dominio di una popolazione italica, i Messapi, provenienti si pensa dalla penisola balcanica, dall’Illiria per essere precisi, l’antica regione corrispondente alle repubbliche jugoslave. E sulle coste piano piano si svilupperanno diverse colonie greche, fondate da popolazioni provenienti dalla Grecia per ampliare l’arco dei traffici e dei commerci e talvolta in fuga dalle scorrerie dei barbari.

Gallipoli si schiera con Taranto durante il conflitto con Roma, e alla caduta di questa subirà la stessa sorte diventando parte delle province romane della Puglia.

La sua posizione favorevole sul mare ne farà uno degli approdi più importanti della costa salentina, ed il porto di Gallipoli sarà al centro di un grande commercio ed esportazione soprarttutto dei preziosi prodotti dell’entroterra, il vino e l’olio.

Distrutta dalle scorrerie di vandali e Goti alla caduta dell’impero romano sarà conquistata dai bizantini che ridaranno respiro alla città, rinforzandone la vocazione commerciale. Saranno gli stessi bizantini a cominciare le opere di fortificazione che in seguito saranno ampliate dai successivi dominatori, fino, nel 1500 alla costruzione dell’imponente Castello Angioino, che svetta sulla cittadina.

Il centro storico di Gallipoli sorge su un isola che comunica con la terraferma grazie ad un ponte in muratura che anticamente era levatoio, e serviva per proteggere la città dagli attacchi via mare e via terra ed è circondato da alte e possenti mura che ancora oggi troneggiano sul lungomare della cittadina, ma abbassate rispetto alle antiche dimensioni sul finire del 1800.

Una via attraversa longitudinalmente tutto l’antico abitato, via De Pace, separandolo in due aree, una caratteristica questa tipica degli impianti urbanistici delle città greche.

Il Rivellino ed il Ponte di Gallipoli

In tutta l’epoca antica la più efficace difesa degli agglomerati urbani contro gli attacchi dei nemici consisteva nell’erigere una possente cinta muraria di elevata altezza, tale da impedire che le armate avversarie potessero penetrare nella città. Di tali esempi di difesa nel territorio pugliese restano testimonianze molto remote, come i ritrovamenti di tratti di mura difensive risalenti all’Età del Bronzo.

Anche la posizione all’interno del territorio è particolarmente importante per ragioni difensive, ed è per questo motivo che le città si ergono in cima a rupi e sui fianchi scoscesi delle colline, proprio per rendere difficile la vita agli eventuali assalitori.

La fontana greco romana, a pochi passi dal ponte

Sulla costa le modalità difensive si esplicano nello stesso modo, e le antiche città presentavano sul fronte del mare possenti cinte murarie che permettevano a chi fosse all’interno di coplire i nemici ed impedir loro l’approdo.

Il centro storico di Gallipoli è un esempio evidente di città costiera fortificata. Innanzitutto perchè è costruito su un isola separata dalla terraferma, a cui è collegata attraverso il ponte di Gallipoli. Anticamente era presente una striscia di terra che collegava la città alla terraferma, ma a causa dei ripetuti attacchi il lembo di terra verrà distrutto, ed al suo posto verrà eretto un ponte in muratura il cui ultimo tratto era costituito da un ponte levatoio in legno, che una volta chiuso rendeva la città inespugnabile.

Nel corso del tempo, cambiate le tecniche belliche il ponte levatoio in legno verrà sostituito da un tratto in muratura, a cui si affiancheranno la linea ferroviaria ed un altro tratto stradale parallelo per collegare l’area portuale alla terraferma in maniera più rapida ed efficace.

Sempre per ragioni difensive nel corso dei cinquecento all’antica struttura del castello di Gallipoli edificato a ridosso dell’ingresso in città per controllarne l’accesso, verrà affiancato un bastione a se stante, di pianta circolare atto a proteggere in maniera più efficace la città dagli attacchi provenienti dal mare.

Tale bastione oggi denominato Rivellino era leggermente più basso delle torri del Castello Angioino, e dotato in cima di diversi strumenti di difesa, catapulte e cannoni. L’edificio era accessibile attraverso un ponte levatoio che è presente ancora oggi. Attualmente il Rivellino viene utilizzato come area culturale per gli eventi estivi.

La fontana greco romana

Sono proprio tante le attrattive di Gallipoli, come le splendide chiese barocche che si ergono nel centro storico, tra le quali spiccano per bellezza la Cattedrale dedicata a Sant’Agata e le belle chiese come la Chiesa della Madonna della Purità e la Chiesa degli Angeli, testimonianze dell’eleganza e dell’armonia del cosiddetto barocco pugliese.

Oppure il maestoso Castello Angioino che sorge di fronte all’unico accesso al borgo vecchio, il ponte di Gallipoli che collega il borgo alla terraferma.

Fontana greco romana

Appena al di là del ponte che una volta era di eccezionale importanza per la difesa della cittadina dagli attacchi e dalle scorrerie di saraceni e pirati si trova un altro monumento di particolare bellezza e che è visitato da tutti quelli che si recano ad ammirare Gallipoli, la Fontana Greco Romana.

In origine si pensava che tale monumento fosse di origine antichissima, che fosse addirittura opera di misteriosi artisti ed addirittura le più antica d’Italia, risalente al III secolo Avanti Cristo.

In seguito, grazie ad una serie di studi approfonditi si è riusciti ad identificare nel rinascimento l’epoca in cui la fontana fu realizzata.

Anticamente la fontana era edificata in un altro luogo di Gallipoli, e sarà solo nel 1560 che sarà posta dove è oggi.

La parete che volge verso sud è quella di particolare interesse, alta 5 metri presenta una serie di quattro cariatidi che dividono la facciata in tre settori e sostengono un architrave su cui si innalza un frontone decorativo. All’interno dei tre settori sono scolpite in bassorilievo tre scene raffiguranti episodi tratti dalla mitologia greca. Si narrano le storie di tre ninfe, Dirce, Salmace e Biblide, le quali in qualche modo sono coinvolte e travolte dalle passioni, Dirce dalla gelosia, Biblide dall’amore per il fratello e Salmace che invece ama talmente Ermafrodito che i due saranno trasformati in un unica persona.

E’ evidente l’impianto rinascimentale della raffigurazione anche nelle citazioni erudite che sono sottolineate dai tre bassorilievi.

La facciata posteriore della fontana è stata realizzata solo in epoca successiva, intorno alla metà del 1700, e porta incisi lo stemma della città di Gallipoli e le insegne di Carlo III di Borbone. In basso un abbeveratoio dove anticamente venivano portati a bere gli animali.

Dopo aver visitato il centro storico di Gallipoli con la sua storia non dimenticate di fare una capatina in una delle più belle spiagge della puglia Baia Verde a Gallipoli. Buone Vacanze!